Anticamente, in piazza Maggiore, ciascun
cavaliere correva "tre lance" contro il mantenitore che, armato
a ben protetto da elmo a corazza, attendeva la canca montato a cavallo
al di là dello steccato che divideva in due corsie il campo.
Il cavaliere doveva colpirlo con la lancia "cortese" con fresca
vernice bianca alla punta: il punteggio veniva dato secondo la parte
del corpo the veniva toccata: tre punti la "bona" alla testa,
uno allo "spallaccio" a così via; vincente era considerata
la cosidetta "punteria", ossia il colpo assestato in mezzo
alla fronte o se provocava ferite o lo scavalcamento del mantenitore
.
Alla Giostra moderna partecipano solo i Sestieri e i Borghi delta Città
(per quest'anno ancora solo sette su undici), rappresentati da un proprio
cavaliere. Ogni singolo concorrente percorrerà il tracciato al
galoppo, tentando di infilare con la lancia gli anelli di diverso diametro
(6, 8 e 10 cm.) pendenti dalle sagome dei tre mantenitori dislocati
lungo il percorso. Il punteggio sarà calcolato in base agli anelli
infilati: in caso di numero pari si terrà conto del diametro
e, nell'eventualità di ulteriore parità, prevarrà
il tempo impiegato.

La tenzone è imperniata su scontri diretti, articolati in modo
tale the ciascun contendente affronterà quattro avversari scelti
mediante sorteggi, per complessivi 14 scontri che si correranno tra
il sabato a la domenica. Al termine di questa prima fase, i quattro
che avranno conseguito il miglior punteggio si cimenteranno tra loro
per definire i due che si contenderanno la vittoria finale.
Secondo la migliore tradizione della giostra antica, al Sestiere o Borgo
vincitore sarà assegnato il classico "Palio", mentre
al cavaliere andrà una catena d'oro con medaglia raffigurante
1'emblema di Sulmona con la sigla S.M.P.E. tratta dal famoso emistichio
ovidiano "Sulmo mihi patria est".

