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- Teatro Comunale di Sulmona "Maria
Caniglia"
UFFICIO
DI DIREZIONE
Direttore Amministrativo:
Dr. Giancarlo Colaprete
Tel.0864/242250
Fax 0864/242305
e.mail: g.colaprete@comune.sulmona.aq.it
Direttore Tecnico: Giovanni Cantelmi
Tel.0864/242218-0864/52224
Fax 0864/242297
e.mail:
g.cantelmi@comune.sulmona.aq.it
DATI
TECNICI DEL PALCOSCENICO
- Profondità dal Boccascena: mt. 13,00
- Larghezza: mt. 15,80
- Boccascena: mt. 12,00
- I^ Americana dal Boccascena: mt. 1,20
- Altezza al Graticcio: mt. 18,00
Nuovo Regolamento e Modulistica Allegata del Teatro del Comune di Sulmona in vigore dal 19 Gennaio
2008.
TEATRO COMUNALE
MARIA CANIGLIA.

Il
Teatro Comunale "Maria
Caniglia" di Sulmona, è il più grande dei teatri storici abruzzesi ed
ha ottime doti
acustiche. Progettato dall’ Ing. Conti con riferimenti al Teatro
Quirino di Roma, fu costruito tra il 1931 e il 1933 per
iniziativa di un gruppo di cittadini benemeriti, che versò la somma
necessaria alla realizzazione dell’opera. Dotato di un ampio
palcoscenico, l’ edificio fu motivo di grande orgoglio per i Sulmonesi
dell’epoca: aveva una capienza di 1.200 spettatori (oggi ridotta a 706
per l’adeguamento alle nuove norme di sicurezza), una buca per
l’orchestra in grado di ospitare 50 elementi, ancora oggi unica in
Abruzzo, decorazioni e arredi preziosi. Fu inaugurato il 4 maggio del
1933 con le opere “Rigoletto“ di G. Verdi e “Andrea Chenier“ di
Giordano, interpretate da artisti d’eccezione del calibro di Benvenuto
Franci, Maria Caniglia, Antonio Bagnariol, Attilia Archi, Brandisio
Vannucci, 50 professori d’orchestra, un coro di 80 voci e 100
comparse. Il Teatro Comunale da allora ha ospitato ed ospita artisti e
complessi orchestrali di fama mondiale, balletti, spettacoli di lirica
ed operette, di prosa e, da vent’anni, il Concorso di Canto Lirico
“Maria Caniglia”, assurto ad invidiabile prestigio.
MARIA CANIGLIA.

Nel 2001, l’Amministrazione Comunale
di Sulmona ha voluto rendere omaggio alla grande artista abruzzese
Maria Caniglia, intitolandole il Teatro cittadino. Maria Caniglia
nacque a Napoli nel 1905, da Roberto Caniglia di Rivisondoli, medico,
si diplomò nel Conservatorio napoletano di S. Pietro a Majella e fu
una grande interprete di calibro internazionale del repertorio
verdiano. La sua splendente carriera iniziò al Teatro Regio di Torino
nel 1930 e si concluse a Il Cairo nel 1959, con l’interpretazione
della Tosca, che ne esaltava al massimo grado le caratteristiche
vocali e il talento interpretativo. Fu soprano lirico, poi spinto e
drammatico, secondo le tappe di una naturale maturazione che non ne
alterò mai lo splendore, la fluenza, la pienezza vocale né la
classicità espressiva, derivatale dalla grande tradizione ottocentesca
italiana. Gli “anni della Caniglia” si identificano con il
quindicennio dal 1935 al 1950, in cui l’artista fu il “soprano
d’obbligo” del Teatro alla Scala. Ancora oggi rappresenta un
magistrale riferimento per il teatro lirico, un perfetto esempio di
bellezza vocale all’italiana. Chiamata sulle principali scene italiane
a fare coppia fissa con i maggiori tenori, fu per cinquecento
rappresentazioni al fianco del più popolare fra essi: Beniamino Gigli.
Fu applaudita, in allestimenti prestigiosi, a Parigi, a Bruxelles, a
Salisburgo; si esibì in Sudamerica a Buenos Aires e a Rio de Janeiro.
A Londra interpretò la Traviata e l’Aida. Nella stagione 1938-39
approdò, con grande successo, al Metropolitan di New York, portando in
scena allestimenti prestigiosi: Otello, Aida, Falstaff, Simon
Boccanegra e Tosca. Impossibilitata a causa della guerra a tener fede
alla riconferma al Metropolitan, fù a Berlino e in seguito a Zagabria, Lubjana e in altre città europee, salutata ovunque come
un’ambasciatrice eloquente di italianità.
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