L'Arte
del Confetto
Secondo Apicio, il sommo scrittore della gastronomia latina, l'
imperatore Tiberio ne era golosissimo, Boccaccio li elogia in una
novella e Folgòre da S. Gimignano ne parla in un sonetto del XIV secolo.
I confetti, a Sulmona contendono il primato della notorietà al grande
Ovidio che, essendo nato nel 43 a.C. , ha preceduto i Confetti di circa
50 anni; le prime notizie sui confetti si hanno, infatti, intorno al 14
d.C. Per secoli il confetto è stato considerato un dolce raro, un
simbolo, una
chicca che dava tono alla festa. Non tutti sanno che per ogni ricorrenza
se ne richiede un tipo particolare. Cominciamo da quelli noti: bianco
per il matrimonio, rosa o azzurro secondo il sesso del neonato per il
battesimo, d'argento e d'oro per gli anniversari di nozze a seconda del
"metallo" e degli anni di matrimonio (25 o 50). Passiano a quelli meno
noti: verdi per il fidanzamento; rosso per le lauree, ma quì la cosa si
complica perchè i colori cambiano a seconda delle facoltà; giallo per le
seconde nozze e via di seguito. Per farla breve esistono oltre 50 tipi
di confetti e ognuno è riservato per festeggiare una particolare
ricorrenza.
L'Arte orafa di Sulmona
Artigiani Orafi" ripropongono il marchio "SUL". L'Associazione,
nel farsi anche promotore della rivalutazione e della rielaborazione
degli antichi monili abruzzesi, primo tra tutti la "Presentosa", si pone
come obiettivo quello di garantire la lavorazione artigianale secondo le
tecniche in uso nei secoli passati, riproponendo appunto la filigrana,
due fili d'oro sottilissimi che vengono accoppiati, ritorti e
schiacciati fino ad ottenere un unico filo di sezione piatta, che poi
viene lavorato con disegni che sembrano merletti. Tecniche lavorative
che si potranno ammirare ed apprezzare nei laboratori, con la possibilit…
anche di acquistare gioielli antichi e moderni tutti lavorati
rigorosamente a mano.
I LABORATORI DELL'ASSOCIAZIONE SONO CONTRADDISTINTI DAL MARCHIO
La Presentosa è un gioiello a forma di stella, con a centro uno o due
cuori uniti e contornato da spiralette realizzate in filigrana. Veniva
usato tra la metà dell'800 ed i primi del '900 come dono di nozze
soprattutto nelle zone Frentane, nella Valle Peligna e nel circondario
Aquilano. Questo gioiello veniva donato dal fidanzato alla fidanzata o
dalla suocera alla futura nuora come "presente", perciò "prasantenza"
(rappresentanza); Gabriele D'Annunzio, che dal folklore abruzzese trasse
spesso ispirazione, nella sua opera " Il trionfo della morte" (1894) lo
chiamò appunto Presentosa, rendendolo famoso sul territorio nazionale.